Buon
euro a tutti
Siamo tutti euro-pei
Consumatori,
investitori e cittadini europei
pensano da mesi solo al 2002,
l'anno dell'euro. Del resto, di
pensare al 2001 non ha voglia
nessuno: è stato un anno
pessimo per l'economia e per i
mercati finanziari del Vecchio
continente. Il 2002 andrà
molto meglio, almeno secondo un
gruppo di analisti finanziari,
che prevedono una crescita dei
mercati tra il cinque e il 20
per cento.
Con
l'1 gennaio tutti i leader europei
nei loro discorsi ufficiali di
augurio di buon anno nuovo non
hanno dimenticato di rivolgere
il loro pensiero all'euro e alle
prospettive che l'unione monetaria
apre per l'Europa. Dalla Finlandia
al Portogallo, dall'Irlanda alla
Grecia, e in Italia nel discorso
agli italiani del presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Il commento a caldo di Romano
Prodi, presidente della Commissione
europea: "Saremo i migliori
del mondo". Anche il papa
ha parlato per l'euro di "un
traguardo che deve favorire il
pieno sviluppo dell'Europa".
Sta
andando intanto meglio del previsto
il cambio tra le valute nazionali
e l'euro: nel tardo pomeriggio
in quattro Paesi - Germania, Olanda,
Austria e Lussemburgo - erano
già stati convertiti tutti
i bancomat. Non così in
Italia dove solo un terzo dei
bancomat - secondo quanto afferma
l'Abi, associazione dei bancari
italiana - è in grado di
erogare la nuova moneta. Sempre
secondo i dati dell'Associazione
Bancaria Italiana, fino alle 17
dell'1 gennaio erano stati erogati
184 milioni di euro.
Euro-Curiosità:
la
prima vittima dell'euro...
20020102