L'omicidio
| Le indagini
L'ultimo
articolo sul Sole24Ore di Marco
Biagi
Sul
Sole24ore esce proprio il 20 marzo
l'ultimo suo articolo in cui difende
la politica di centro-destra del
governo italiano: "La scelta
strategica... è quella
di concentrare gli sforzi per
aumentare il tasso di occupazione",
dice. Una scelta comune all'Italia
e all'Europa. Per riuscirci, servono
le riforme. Di qui il titolo del
fondo, ospitato in prima pagina
dal quotidiano della Confindustria:
"Chi è contro le riforme
frena l'Europa".
Biagi
si richiama alla recente riunione
del Consiglio europeo a Barcellona,
che "non ha avuto esitazioni
nell'indicare agli Stati membri
la strada per modernizzare il
mercato del lavoro". Ora
bisogna percorrerla, con una ricetta
liberista fatta di cosiddette
"soft laws", di norme
leggere che non ingessino la dinamica
dell'occupazione. Gli obblighi
per i governi devono consistere
in "pochi ed essenziali principi",
una strategia che "non è
un attentato alla democrazia".
Revisione
del part time, flessibilità
coniugata con una sicurezza del
posto garantita dalla formazione
continua, riesame della normativa
sui contratti di lavoro, salari
agganciati alla produttività
e differenziati per aree geografiche
(norme differenziate per il nostro
Sud, come in Galles o in Scozia),
aumento di 5 anni dell'età
pensionabile, entro il 2010: ecco
alcuni degli strumenti proposti
dall'economista.
"Chi
si oppone strenuamente alla revisione
della nostra legislazione sul
lavoro si colloca in una prospettiva
antieuropea", scrive Biagi,
che ancora una volta sottolinea
come il governo Berlusconi si
muova nella direzione tracciata
dalla Ue: "Difendere lo status
quo normativo significa non tener
conto di cinque anni di richiami
comunitari". Il finale è
caratterizzato da un richiamo
perentorio come l'espressione
di una urgenza ma accorato come
un appello: "Abbiamo in Italia
il peggior mercato del lavoro
in Europa... Ignorare le richieste
di modernizzazione provenienti
da Barcellona sarebbe in fondo
una scelta egoistica, propria
di chi pensa a se stesso e non
immagina un futuro migliore per
i propri figli. La solidarietà
è effettiva se davvero
si cerca di costruire una società
diversa e più giusta".
20020320